domenica 1 gennaio 2017

sabato 24 dicembre 2016

mercoledì 7 dicembre 2016

Festa!

Avete presente quei periodi nei quali tutti sembrano evitarvi, vi rimandano con una scusa, dicono di non avere tempo, e voi sperate che vi stiano organizzando una festa a sorpresa?

Non c'è nessuna festa. 

Ficcatevi la delusione nello zaino, levate l'ancora e fate della vostra vita una festa a cui valga la pena partecipare.



martedì 29 novembre 2016

Estinto è perduto


Durante i miei viaggi, ogni volta che mi trovo circondata da paesaggi e creature selvagge mi chiedo quanto durerà, se davvero siamo in grado di proteggere il poco che è rimasto di un ambiente straordinario, se non sia già troppo tardi per riparare ai danni che abbiamo inflitto per secoli a luoghi e culture che non meritano di svanire nella nebbia dell'inquinamento e dello sfruttamento. 
Ogni volta mi sento fortunata per l'opportunità di osservare e conoscere qualcosa che si trova sull'orlo dell'estinzione e, dal momento che non sta accadendo per cause naturali, si tratta evidentemente di un delitto. Che riguardi una tradizione tribale, una specie vegetale o animale, sulla terra o negli oceani, l'estinzione è irreversibile. Come un diamante, l'estinzione è per sempre.

Chiamatemi fanatica, ma io ci soffro e preferisco nel mio piccolo sostenere chi agisce per conservare le meraviglie delle quali ho goduto e quelle che non sono ancora riuscita a godermi, invece di comprarmi un'auto nuova o l'ultimo modello di cellulare. Sono scelte personali e anche se me la prendo e scrivo un post come questo, so che non si possono costringere le persone a cambiare se l'impulso non viene dalla loro coscienza

Viaggiando, acquisto souvenir dalle associazioni che si occupano di salvaguardia dell'ambiente, lotta al bracconaggio, recupero di animali da maltrattamenti e cattività; quando è possibile scelgo strutture che promuovo il turismo sostenibile, che risparmiano energia e acqua, che riciclano materiali, che limitano il proprio impatto e reinvestono nella cura dell'ambiente; evito le località del turismo di massa che stravolgono i panorami naturali e soppiantano i villaggi tradizionali; supporto le piccole attività locali, dalle guide ai guardiaparchi, ai ristoratori, agli artigiani, ai piccoli alberghi, ai mercati di quartiere che danno lavoro agli abitanti della zona perché chi vive in questi luoghi abbia un'alternativa economica allo sfruttamento indiscriminato del patrimonio naturale, alla svendita delle loro terre e alla distruzione di ecosistemi unici e fragili che un tempo erano dimora dei loro e dei nostri avi; porto via la mia spazzatura e rispetto i costumi del posto ricordando che sono soltanto ospite in casa delle persone e degli animali.

Dai luoghi che visito prendo solo foto di panorami, di animali liberi nel loro habitat, di persone gentili che sanno fare della diversità ricchezza anziché discriminazione e vorrei che di tutto questo un giorno non rimanessero solo le foto e i miei ricordi.

Poi penso che seguitiamo ad ammazzarci tra di noi, a sprecare l'acqua di due mesi di docce per produrre un solo hamburger, a coltivare più terra per sfamare gli animali da allevamento che le persone che muoiono di fame e miseria perché non potranno mai permettersi la carne di quegli animali né sarebbe sufficiente per tutti, a rubare terra alle foreste per dare foraggio alla mucca che diverrà hamburger, a sterminare gli animali selvatici che minacciano quella mucca, a depredarli del loro habitat per proteggere l'hamburger che sfamerà una sola persona per un solo pasto, a inquinare aria e acqua per uno sfizio che non ha alcuna utilità se non arricchire l'allevatore e impoverire il pianeta.


Non riesco ad avere fiducia nella nostra razza, nel più sleale e crudele dei predatori che non rispetta i propri simili, figuriamoci ogni altra creatura.
Leggo che l'Ecuador rinuncia alla propria foresta per far posto alle trivelle da petrolio perché non riusciamo a fare a meno dei combustibili fossili, leggo dell'imminente deforestazione totale della Cambogia che ho tanto amato quando ci sono stata, leggo che abbiamo raggiunto il punto di non ritorno nell'influenzare i cambiamenti climatici, leggo che si bombardano altri ospedali e che le organizzazioni nate per prendersi cura delle vittime della nostra violenza e avidità lanciano appelli alle coscienze dei potenti e delle persone comuni, ma restano inascoltati da sempre, e mi sale una rabbia che se fosse possibile trasformare in energia risolverebbe tutti questi problemi all'istante.

Io stessa sono parte del problema perché non ho uno stile di vita a impatto zero e non so nemmeno se sia possibile quando siamo miliardi a contenderci le risorse. Una foca uccisa da un pescatore in Groenlandia dove non ha altro cibo da procurarsi né può coltivare una terra ghiacciata va bene, è sopravvivenza. Tutto il resto, però, non lo è. Non si tratta più di sopravvivenza se si uccide un elefante per l'avorio, non è sopravvivenza dipendere dal petrolio al punto di scatenare una guerra dopo l'altra malgrado la tecnologia per farne a meno esista già. Tutto il male che ci facciamo non è necessario né indispensabile, lo facciamo solo per il profitto e tutti gli altri nomi che diamo alle cause di guerre e distruzione sono falsi, sono scuse e bugie. Non per bisogno, non per religione, non per nobili ideali: accade tutto i per soldi.
Allora leggo anche le newsletter delle associazioni che sostengo per consolarmi con le piccole vittorie che spianano un poco la strada alle tante battaglie ancora in corso. Gocce nell'oceano, ma gocce preziose.

Ho spesso l'impressione che l'umanità stia vivendo una lunga devastante adolescenza, quel periodo in cui invece di evolverti e maturare sembri più imbecille di quando eri bambino. Forse il nostro tempo sulla Terra non durerà abbastanza perché possiamo vedere un mondo migliore nel quale conviviamo pacificamente tra noi e con la natura, forse ci estingueremo prima dell'era della maturità e della saggezza.
E l'estinzione è per sempre, ricordate?

Sono pigra e vigliacca solo un pochino meno di quella maggioranza silenziosa che si chiama opinione pubblica, quella che si indigna e non fa una mazza per cambiare le cose, quella che si lamenta e quando c'è da votare una legge importante va in gita perché c'è il sole. Il mio contributo alla salvaguardia del pianeta che ci ospita è infinitesimale, ma non ci rinuncio e coglierò altre occasioni per fare di più. Oggi, intanto, mi andava di dirvi come la penso e non pretendo che siate d'accordo me, nemmeno che comprendiate il mio punto di vista. Mi andava di dirlo e ho la fortuna, negata a tanta gente nel mondo come alle creature che non possono parlare, di potermi esprimere liberamente. E voi siete liberi di darmi della fanatica deficiente, m'importa quanto al pinguino qui sotto, credetemi, perché non scrivo questo post per voi. 
Lo scrivo egoisticamente per me, per la mia voglia di urlare contro l'umanità addormentata su un'auto in corsa che si sveglierà solo allo schianto per morire soffrendo, per sfogare la mia frustrazione, per la mia coscienza sporca. Lo scrivo per onorare la pura gioia che ho provato quando ho scattato queste foto e per la mia smisurata paura di non avere mai più la possibilità di provare la stessa gioia.





Queste foto provengono dai miei personali album di viaggio, siete liberi di scaricarle e condividerle.


giovedì 17 novembre 2016

Ogni guerra

In un mondo ormai così piccolo, ogni guerra ci riguarda. Che sia per gli uomini, per gli animali, per le risorse o per l'ambiente ogni guerra coinvolge il nostro presente e segna il nostro futuro.
Ogni guerra è mondiale, ma non dovrebbe esistere.

venerdì 4 novembre 2016

Buon compleanno, Feddi!

Oggi la nostra piccolina compie 28 anni e festeggiamo la più giovane delle Cavallette. 


La Niña è notoriamente molto selvatica, se la perdi di vista un istante ha già attraversato la strada per scattare una delle sue foto artistiche. 



Ogni volta che incontra un gatto ci fa amicizia, fa le fusa e sa anche soffiare. Pure con le scimmie va molto d'accordo, accarezza le balene, bacia le giraffe e ama tutti gli animali che ricambiano perché è impossibile non volerle bene.


È tenera, affettuosa, premurosa ed è un piacere averla intorno. A casa è una splendida amica sulla quale si può sempre contare, un'ottima cuoca vegan e una stravagante artista. In viaggio è una compagna perfetta, sorridente e spiritosa.



Un grande abbraccio, bellissima Feddi, ti adoriamo!


domenica 9 ottobre 2016

Il mondo visto da dietro

Quando si viaggia si cerca di catturare ricordi anche con la macchina fotografica, ma non sempre gli scatti riescono come vorremmo. Capita spesso, per esempio, che il soggetto da ritrarre ci volti le spalle, soprattutto se si tratta di un animale selvatico che non ha nessuna intenzione di mettersi in posa.
Così negli anni ho collezionato una serie di di dietro fotografati all'inizio per errore e poi ricercati, sia con le Cavallette che con il TdC e mio fratello ho esclamato più volte: "Questa foto andrà nell'album dei culi!"
Ebbene, ho cominciato a creare quel famoso album con una ventina di scatti e so già che lo arricchirò nei prossimi viaggi perché anche il mondo visto da dietro ha le sue storie da raccontare.

Ecco a voi l'album dei culi di Semm de passacc!

mercoledì 5 ottobre 2016

...and Oktoberfest for all

tramonto alla tenda dell'ottima Augustiner
Tutti pensano all'Oktoberfest di Monaco come la più grande festa per ubriaconi del mondo e per molti turisti, in effetti, lo è. In realtà si tratta di un evento con una lunga storia alle spalle che col tempo è andato un po' perdendo il suo fascino per diventare un'attrazione commerciale. È nato nell'ottobre del 1810 come una delle tante feste pubbliche e private organizzate per celebrare le nozze tra il principe Ludwig e la principessa Therese. Da allora naturalmente è cambiato parecchio, ma rimane una grande festa di paese per quanto ogni anno richiami milioni di turisti da tutto il mondo.

vista notturna sul luna park
Io l'ho conosciuto attraverso amici tedeschi, bavaresi originali, che me l'hanno fatto apprezzare come si deve. Grazie all'ospitalità di questi amici, che abitano a dieci minuti di cammino dall'area in cui si svolge la fiera, ho avuto modo di partecipare più volte e di osservarne le diverse fasi: una volta la cerimonia d'apertura con la parata, la banda musicale, le rappresentanze dei birrifici (rigorosamente di Monaco) che, dopo un suggestivo conto alla rovescia che pare Capodanno, cominciano a spillare birre speciali nelle grandi tende di legno capaci di ospitare migliaia di persone; una volta in chiusura, quando i turisti se ne sono andati, i bavaresi si riappropriano della loro festa e puntuali alle 22 le cameriere mettono le panche sui tavoli e cominciano a pulire; altre volte durante la settimana con meno confusione rispetto ai weekend, di giorno pieno di famiglie con bambini al seguito a caccia di dolciumi e giri sulle giostre, di sera tra mille luci colorate e musica. 
tavoli all'aperto
Ci sono stata con un sole che pareva luglio e sotto cieli neri, gelidi e gonfi di pioggia, come fosse novembre. A proposito, a dispetto del nome, l'Oktoberfest comincia il penultimo fine settimana di settembre e finisce la prima domenica di ottobre, tranne quest'anno che si è concluso il lunedì perché in coincidenza con una festività. Ci siamo trovati al tavolo un tizio inglese che non lo sapeva ed è rimasto malissimo scoprendo di essere entrato appena un paio d'ore prima della chiusura. Se sei così imbecille da non informarti prima di prenotare un viaggio inutile, meriti questa delusione.

Per me l'Oktoberfest è sempre bello e mi piace per tanti motivi. Mi piace la birra, ovviamente, servita soltanto in boccali da litro, mi piace condividere le tavolate con sconosciuti che parlano lingue diverse, ma brindano insieme, cantano e si abbracciano. Mi piace vedere chi tiene alla tradizione indossare gli abiti tipici e sono giovani, anziani e bambini e mi piace immaginare che quella ragazza abbia ereditato il suo abito dalla nonna o che il padre spieghi al figlioletto perché se ne va in giro in calzoni corti e bretelle.

TdC resiste sotto la pioggia
Mi piace che alcune attrazioni del luna park allestito intorno alle tende dei birrifici siano rimaste quelle storiche, semplici, apparentemente stupide, ma sempre divertenti. Per esempio, c'è il Taboga, dal 1933, un nastro trasportatore che porta in cima a una torre dalla quale poi si scende lungo uno scivolo e il bello è stare a guardare gli ubriachi che tentano di restare in piedi sul nastro, ma corre così velocemente che nemmeno da sobri è facile mantenere l'equilibrio e non finire trascinati gambe all'aria sulla torre. È saltando su quel nastro che qualche anno fa mio fratello si fratturò una caviglia.

dentro la tenda come nelle barzellette:
un messicano, un tedesco e un italiano
Poi c'è la Ruota del Diavolo, anche questo uno spettacolo che diverte tanto il pubblico quanto i partecipanti. Risale al 1910 ed è semplicemente un ampio disco di legno rotante sul quale i giocatori si sfidano a rimanere il più a lungo possibile, mentre la velocità di rotazione aumenta e si viene colpiti da una palla morbida gigante e da funi lanciate nel gruppo dai collaboratori del presentatore. È il presentatore che chiama il pubblico a giocare in gruppi: solo donne, poi solo uomini, poi i bambini, poi solo gente bionda, solo gente bassa e così via e appena nomina la categoria si scatena una corsa al centro del disco perché chi rimane sul bordo è sempre il primo a volare fuori.

Oltre alla birra e alle giostre, ci sono bancarelle di dolci tipici, panini (anche vegani per me) e gli immancabili souvenir. Tutto questo contribuisce a creare un'atmosfera unica, imitata in tante nazioni, ma mai all'altezza dell'originale. Dovreste provare, è da visitare almeno una volta e non solo perché amate la birra come me.

venerdì 30 settembre 2016

Videoriassunto Kenya 2016

Vacanza finita, ma ho ancora addosso l'eccitazione e la tensione di questi giorni africani. Anche questa volta il Kenya mi ha sorpreso per panorami, avvistamenti di animali e scene da documentario naturalistico. Dagli altipiani verdi di Aberdare all'affascinante Nakuru sotto il temporale, dallo stagno di Nyahururu al lago Naivasha, dalla fantastica cicatrice geologica chiamata Rift Valley al Parco Nazionale di Nairobi con i grattacieli sullo sfondo, ogni luogo è stato una scoperta emozionante.
Lo staff di Khweza, con Peris e Fred in testa, è stato sempre gentile, disponibile e affettuoso. Imprevisti e difficoltà sono naturali in ogni viaggio, ma si superano con un po' di spirito d'adattamento. Per quanto si possa pianificare in anticipo, in una vacanza come questa bisogna lasciarsi trascinare dagli eventi perché l'avventura richiede libertà, pazienza, fiducia e la capacità di intonarsi agli imprevedibili disegni del destino che a volte ci sorride, altre volte ride di noi.
Essere in sei è stata un'esperienza nuova per le Cavallette, ci ha costrette a separarci in due stanze e stringerci sul pulmino con i bagagli, rendendo meno confortevoli gli spostamenti già complicati dallo stato delle strade e diluendo un poco la coesione del gruppo. Tutto sommato, però, è andata bene e ancora una volta abbiamo riportato a casa la Niña sana e salva!

Come di consueto, al termine di ogni viaggio monto alcune delle nostre foto e spezzoni dei nostri filmati per ripercorrere i giorni vissuti lontano da casa. Il primo video è dedicato a noi protagoniste, Cavallette e ospiti; il secondo è fatto dei paesaggi e degli animali che Madre Natura ci ha concesso di contemplare. Non è tutto, come ho già detto, non è possibile raccontare tutto né a parole né attraverso le immagini e comunque ognuno osserva il mondo da un punto di vista personale. 
Questo è un po' del mio.